SICUREZZA STRADALE SOTTO I RIFLETTORI A VIVA L’AUTO Una tavola rotonda con il presidente della Commissione Trasporti della Camera Mario Valducci ha fatto il punto sulle strategie per educare a comportamenti più sicuri sulle strade; firmata dall’Uiga la Carta Europea per la sicurezza stradale. Firenze, 17 ottobre 2009 Calano le vittime degli incidenti stradali ma il bilancio resta comunque pesantissimo, con costi sociali che in Italia superano i 30 miliardi di euro. La prima giornata di Viva l’Auto ha imposto all’attenzione il tema della sicurezza stradale con un’animata tavola rotonda che ha visto confrontarsi istituzioni, esperti del settore, operatori della filiera automotive e giornalisti. Prologo alla discussione, la sottoscrizione della Carta Europea per la Sicurezza Stradale da parte dell’Uiga, l’associazione dei giornalisti dell’automotive, il cui presidente Pierluigi Bonora ha affermato: “Ci impegniamo a dedicare un’attenzione particolare alla sicurezza, contando di sensibilizzare in 3 anni un pubblico di almeno 10 milioni di persone”. Le prossime edizioni del Premio Auto Europa vedranno, oltre a un convegno dedicato, un laboratorio con le innovazioni tecnologiche per la sicurezza al volante e prove gratuite su strada per insegnare la guida sicura. Subito ad accendere il dibattito, la proiezione di un filmato choc con le crude immagini di un incidente che coinvolge un gruppo di giovanissimi, utilizzato dalla polizia del Galles come deterrente, e l’analisi del Rapporto Dekra 2009 sulla sicurezza stradale, dedicato quest’anno ai mezzi pesanti. “La campagna per diffondere comportamenti ispirati alla sicurezza – ha detto Mario Valducci, presidente della Commissione Trasporti della Camera – deve anche potersi avvalere di immagini di forte impatto. Segnali forti sono in arrivo pure dalla Commissione che presiedo, il cui grande lavoro ha sortito le modifiche al nuovo Codice della Strada, oggi all’esame del Senato”. Assi portanti del provvedimento, composto da 45 articoli, “il tasso alcolemico zero per neopatentati e professionisti del volante, utile per introdurre un habitus alla guida che sarà fondamentale per le generazioni future, e la destinazione di metà dei proventi delle multe a misure per sicurezza stradale, dalla segnaletica a maggiori controlli e alla manutenzione delle strade”. Per Elisabetta Mancini, vicequestore aggiunto della Polizia di Stato, “per comunicare il rispetto delle regole e della vita propria e altrui quando si è alla guida, i messaggi scioccanti possono non bastare e vanno comunque modulati in base ai destinatari. Per valutarne la percezione stiamo conducendo un apposito progetto di ricerca”. Ricordando la campagna di comunicazione già avviata dal Ministero dei Trasporti, forte di testimonial come l’attrice Maria Grazia Cucinotta e l’olimpionica Tania Cagnotto, il dirigente del dipartimento sicurezza stradale Pietro Marturano ha osservato che “manca in generale una cultura della sicurezza e l’educazione stradale andrebbe inserita come materia di studio fin dalle scuole elementari. Due aspetti, oggi, si rilevano come i più critici: gli utenti deboli, pedoni, ciclisti e motociclisti, e il dilagare dell’uso di sostanze stupefacenti. Gli utenti deboli sono le prime vittime: basterebbe rispettare il limite dei 50 km/h in città per risparmiare la vita a mille dei 5mila morti all’anno sulle strade cittadine”. Marco Giustini, dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore per la Sanità, ha aggiunto: “Dei 30 miliardi che rappresentano i costi degli incidenti stradali per la società una buona parte si potrebbe risparmiare soltanto usando i presidi obbligatori come la cintura di sicurezza ed evitando comportamenti fuori regola; basti pensare che la guida col cellulare (all’orecchio o con vivavoce non fa differenza) equivale allo stesso rischio di incidente proprio di chi guida con tasso alcolemico dell’1%”. Nel presentare il Rapporto 2009 sulla sicurezza centrato sui mezzi pesanti, il direttore generale di Dekra Revisioni Italia Andrea Da Lisca ha sottolineato: “I principali fattori di rischio sono gli stessi per i camion e per le vetture: nell’ordine, il mancato rispetto di limiti di velocità, svolte, precedenze e distanza di sicurezza. Inoltre, hanno un peso notevole anche la presunzione alla guida, l’uso di sostanze psicotrope, lo stato di stanchezza o sonnolenza e la condizione dei veicoli, il più delle volte in relazione a freni e gomme”. Anche se il numero delle vittime della strada è diminuito (in Italia –15% dall’inizio dell’anno), l’obiettivo europeo di dimezzarle in un lustro, entro il 2010, non potrà essere raggiunto. “In autostrada – ha sottolineato Antonino Galatà, direttore esercizio di Autostrade per l’Italia – sono stati fatti passi da gigante, riducendo del 50% i morti e del 27% i feriti, grazie in particolare al Tutor. Gli investimenti proseguono ma i comportamenti a rischio devono essere controllati e sanzionati con severità”. Per Fabio Bertolotti, direttore generale di Assogomma, “i controlli fatti nell’ambito delle iniziative con la Polizia Stradale per la verifica delle condizione degli pneumatici, ha mostrato, laddove si sono ripetuti, come i risultati siano migliorati”. I controlli dunque funzionano, ma è auspicabile convincere a una migliore manutenzione. “In questo senso il noleggio – gli ha fatto eco Paolo Ghinolfi, ad di Arval – dà il buon esempio: le flotte aziendali sono oggetto di una gestione integrata tesa a fornire il massimo della sicurezza”. Tra veicolo, strada e conducente, quest’ultimo resta però l’elemento più critico. Emilio Patella, presidente del consorzio di scuole guida La Nuova Guida ha detto: “Come si evince dal Rapporto Dekra, sono assenti addiruttura le nozioni di base. E gli esami per la patente, in vista dei quali la formazione dovrebbe diventare obbligatoria, oggi sono troppo semplici. Inoltre, la pratica andrebbe fatta anche in autostrada”.
Sui corsi avanzati di guida sicura ha posto infine l’accento il conduttore tv Andrea de Adamich: “Bisogna conoscere e rispettare le regole, ma sapere anche come si comporta l’auto nelle situazioni di emergenza e imparare a gestirle. Serve lavorare sul buon senso del guidatore, ma è necessaria anche un’educazione e una preparazione alla guida sicura e consapevole. I corsi di guida sicura, come dimostriamo costantemente, riducono gli errori e aumentano i margini di sicurezza”.



