Country: Italy
Name: Alessia Nastri
Category: Interview
Auto - intervista alla Dott.ssa Alessia Nastri, responsabile del progetto “Trafficando” per la sicurezza stradale
Come ha iniziato ad interessarsi di sicurezza stradale?
Ho iniziato ad interessarmi tre anni fa, frequentando dei corsi universitari. Mi sono chiesta quali nuove strategie si potevano adottare per trasmettere una conoscenza piacevole e al tempo stesso duratura sui temi della sicurezza stradale.
E in che modo ha cercato di rispondere a questa sua domanda?
Ho provato a mettermi nelle vesti di uno studente e da lì ho cercato di capire quali potevano essere le sue aspettative da una lezione di educazione stradale. È così nato il progetto “Trafficando”.
Il progetto “Trafficando”: già il nome è curioso, può descriverlo brevemente?
La scelta del nome del progetto è singolare, ma già questo vuole sottolineare la sua originalità. Esso consiste infatti in un laboratorio ludico e creativo di prevenzione del rischio stradale e rappresenta un’iniziativa originale sia per le sue caratteristiche metodologiche sia per la specificità dei contenuti affrontati.
Lo definisce un intervento originale, per quale motivo?
È originale sia per la metodologia sia per i contenuti. Relativamente ai contenuti vengono affrontate tre specifiche tematiche: la guida in stato di ebbrezza, il mancato utilizzo dei trattenitori d’urto (cinture anteriori e posteriori e casco) e l’eccesso di velocità, perché considerate prioritarie dalla ricerca europea sulle attitudini sociali dei conducenti nei confronti della sicurezza del traffico (SARTRE 3). Relativamente alla metodologia è necessaria una premessa: affinché gli studenti siano davvero interessati e stimolati ad apprendere i contenuti è fondamentale motivarli adeguatamente. La motivazione ad apprendere diviene pertanto il focus metodologico principale per far sì che le informazioni trasmesse vengano memorizzate più facilmente e in maniera duratura.
I destinatari dell’intervento sono quindi gli studenti?
Il progetto individua due tipologie di destinatari: quelli diretti ovvero gli studenti delle scuole primarie, medie inferiori e superiori, prevedendo programmi e strategie educative differenziate a seconda dell’età e della fase di sviluppo, e quelli indiretti. Tra questi ultimi vi sono genitori e parenti, gruppo di amici e coetanei che, seppur non direttamente coinvolti nelle attività, “subiscono” l’influenza dei primi e vengono pertanto sensibilizzati ad agire il comportamento corretto sulla strada.
Quali finalità si propone?
Per illustrare le finalità si riporta dapprima la seguente affermazione tratta dai risultati della ricerca SARTRE 3: “Il miglior utente delle cinture di sicurezza non è quello che elogia l’utilità delle stesse, ma quello che dichiara semplicemente ‘Senza la cintura non mi sento a mio agio, è come se mi mancasse qualcosa’”. Ciò vuol dire che indossare la cintura di sicurezza è diventata un’abitudine, ossia uno di quei comportamenti che una persona compie in modo automatico. Pertanto la finalità di tale progetto è quella di tramutare in abitudine tre importanti azioni: indossare e far indossare i trattenitori d’urto (cinture di sicurezza anteriori - posteriori e casco); astenersi dal guidare dopo aver assunto sostanze alcoliche; rispettare i limiti moderando la velocità. L’obiettivo specifico consiste nel rendere protagonisti gli studenti, di coinvolgerli in modo attivo nella propria sicurezza stradale e di essere al tempo stesso “veicolo” di un messaggio per i propri familiari e conoscenti. Esso si propone inoltre una serie di obiettivi formativi: rendere consapevoli gli studenti dell’importanza del comportamento umano nel determinare gli incidenti stradali; informare e far apprendere i rischi connessi all’associazione di alcool e guida; informare sui fattori che concorrono alla determinazione del tasso alcolemico; far conoscere e apprendere il limite massimo alcolemico consentito dalla legge (0,5 g/l); informare sull’importanza dell’utilizzo delle cinture di sicurezza anteriori e posteriori e sull’importanza dell’utilizzo del casco e della sua corretta applicazione quando si viaggia su velocipedi, ciclomotori e motocicli; apprendere l’importanza del rispetto dei limiti di velocità
Quali sono le modalità di realizzazione dell’intervento?
Nelle scuole primarie e biennio delle scuole medie inferiori gli incontri consistono nella costruzione di materiali ed oggetti, di facile realizzazione, con l’applicazione di messaggi e frasi sui comportamenti corretti in merito alla sicurezza stradale e che hanno come protagonisti personaggi dei cartoon apprezzati dai bambini/ragazzi. Per fare un esempio: costruzione di un contenitore portapenne per la propria scrivania abbinato ad un messaggio in rima sulla sicurezza stradale, quali ad esempio “Dice il Genio della lampada chi è ubriaco non comanda, lascia l’auto al tuo amico non attender che te lo dico!”, oppure “Dice Titti a Silvestro allaccia le cinture, su fai presto!” o ancora “Topolino esclama: andar veloce non aumenta la tua fama!”… Il progetto propone, come “prototipi”, frasi positive ed indicazioni di comportamento, che non fanno riferimento a conseguenze drammatiche, anche se alcune di esse alludono ai danni. L’attività progettuale richiede inoltre che le frasi, sulla base degli esempi portati, siano creati dagli studenti cosicché ognuno possa sentirsi partecipe e pertanto sarà più stimolato a ricordare un messaggio che ha lui stesso inventato. Gli studenti sono lasciati liberi di esprimere la propria creatività “letteraria”, così come è lasciata a loro la scelta di inventare frasi contenenti messaggi positivi o negativi. Ciò permette di non suscitare paure eccessive tali da provocare la rimozione del messaggio e, per coloro che prediligono i “fear appeals” di inventare messaggi ad hoc, con un livello di intimidazione adeguato alle proprie caratteristiche individuali, emotive e di personalità.
E nelle scuole superiori?
A partire dai tredici anni l’impostazione educativa si modifica per adattarsi alle richieste evolutive e psicologiche tipiche dell’età adolescenziale, con metodologie prevalentemente basate sul protagonismo giovanile, sulla partecipazione attiva, sull’influenza del gruppo dei pari e sulla peer education. I giovani sono dunque considerati soggetti attivi e non “oggetti” di intervento, permettendo loro di sviluppare e sperimentare nuovi metodi in tema di educazione alla sicurezza stradale.
Il progetto è già stato attuato?
Sì, nel biennio 2006-2008 il progetto è stato attuato, in via sperimentale, in alcuni istituti scolastici di Brescia e provincia, suscitando notevole interesse ed elevato gradimento negli studenti, nelle loro famiglie e nel corpo docente. Sono state inoltre attuate esperienze parallele al progetto stesso, tra cui le più significative: la partecipazione, nel 2007, al Salone Internazionale del Ciclo e Motociclo di Milano; l’ideazione e realizzazione di due poster; la partecipazione con attività di animazione all’inaugurazione della manifestazione annuale “Agenda 21” ed infine la promozione ed organizzazione di una giornata sulla sicurezza stradale presso un istituto scolastico.



